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L’evoluzione del settore dei Giochi in Italia dal 2008 al 2015

Un segmento  in continua crescita e una costante positiva dell’economia italiana. Stiamo parlando del settore dei giochi, che negli ultimi anni ha registrato numeri impressionanti, nonostante il filtro imposto dall’Erario.

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha effettuato recentemente un’analisi sul trend relativi alla spesa degli italiani tra il 2008 e il 2015, dalla quale sono emersi i seguenti risultati. Nell’arco di tempo compreso tra il 2008 e il 2011, la spesa relativa al gioco legale si è attestata sui 3 miliardi, attraversando una fase di crescita esponenziale. Il successivo biennio 2012-2014 ha visto un periodo di ridimensionamento, mentre il 2015 ha evidenziato una lieve ripresa negli introiti e nel fatturato del settore dei Giochi.

Analisi periodo 2008-2015

Nel periodo di tempo considerato, risulta che l’Ippica è il segmento che ha registrato più perdite passando dai  704 milioni di euro di spesa del 2008 ai 181 del 2015(-74%).  Seguono i giochi a base sportiva (da 946 a 785 milioni di euro, -17%), il Lotto (da 2.502 a 2.283 milioni di euro, -8,7%), i giochi numerici a totalizzatore (da 1.549 a 676 milioni di euro, -56,3%), i ‘Gratta e Vinci’ (da 3.037 a 2.460 milioni di euro,  -19%) e il bingo che ha perso il 68% passando da 1.478 a 474 milioni di euro. Gli apparecchi da intrattenimento, per converso, hanno registrato una crescita netta: la spesa è passata in otto anni da 5,3 miliardi a quasi 6,7 miliardi, pari al +78%. Il comparto costituito da new slot e vlt ha permesso al settore dei Giochi di compensare le perdite registrate negli altri segmenti e di riportare la spesa effettiva verso numeri positivi.

La suddivisione del mercato dei Giochi Pubblici in Italia nel 2015 – Fonte Giochidislots.com

Spesa in termini di incidenza percentuale di ogni singolo gioco

Otto anni fa le slot machine generavano un terzo del totale delle giocate complessive in Italia. Attualmente questa percentuale si attesta intorno al 56%, che significa più di una giocata su due. Un dato che attesta un cambiamento generale nelle tendenze del giocatore medio italiano, sempre più attratta dalle dinamiche e dai montepremi di una tipologia di gioco che non richiede abilità strategiche.

Nel periodo considerato l’entrate per l’Erario sono rimasti piuttosto stabili, restando comprese tra gli 8,2 e i gli 8,9 miliardi di euro, con gli apparecchi (AWP e VLT) che forniscono più del 50% dell’introito erariale.

2015, l’anno della ripresa nei dettagli

Secondo i dati presenti nel “Libro Blu” dei Monopoli di Stato, nel 2015 la spesa degli italiani nel comparto Giochi si è attestata sui 17,1 miliardi di euro (+1,2% rispetto al 2014), a fronte di una raccolta complessiva di 88,2 miliardi di euro (+4,4% sul 2014).

Le entrate erariali hanno superato gli 8 miliardi di euro, contro i 7,9 miliardi del 2014 (+1,7%). Le vincite hanno registrato un +5,3%, per un totale di 71,1 miliardi.

New slot e Vlt primeggiano nel mercato con una raccolta pari a 48,1 miliardi (il 56% del totale nazionale). L’incasso erariale derivato è stato pari a  4,48 miliardi, il 55,5% del totale. Seguono poker cash e casinò games, 12,5 miliardi di euro d’incasso: c’è da sottolineare che nonostante il payout particolarmente elevato (nel 2015 pari al 96,8%) la spesa effettiva dei giocatori è stata pari a 411 milioni, mentre le vincite hanno sfiorato 12,1 miliardi. Il boom di new slot e Vlt è evidenziato anche dal numero di ricerche effettuate dagli utenti su Google, che vede le slot machine online gratis al top delle preferenze degli utenti, come dimostra il sito specializzato Giochidislots.com in questa infografica dedicata interamente alle slot machine online, segno che al di là dei montepremi in palio le ‘macchinette digitali’ attraggono anche nella modalità free in virtù del processo di gamification che hanno subito in questi anni.

Volume di ricerca dei giochi online su Google – Estratto da Giochidislots.com

I Gratta e Vinci, hanno totalizzato 9 miliardi di euro, registrando un lieve calo rispetto ai 9,4 miliardi dell’anno precedente.

Il Lotto, ha registrato una raccolta superiore ai 7 miliardi di euro a fronte dei 6,6 miliardi dell’anno precedente (+6,7%). Alla crescita ha contribuito l’ottima  performance del 10eLotto.

In crescita anche le scommesse sportive, che hanno registrato un + 31,5% per un totale di 5,6 miliardi rispetto ai 4,2 del 2014.

Continua il calo delle scommesse ippiche: la  raccolta è scesa a 636 milioni a fronte degli 682 milioni dell’anno precedente. Il bingo vive una situazione di stabilità con incassi per 1,6 miliardi. Segno meno invece per i giochi numeri a totalizzatore (1,05 miliardi) e il poker a torneo (a 727 milioni). Situazione di stabilità anche per le scommesse virtuali, oltre 1 miliardo nell’intero anno, mentre ha più che raddoppiato il betting exchange: 541 milioni rispetto ai 204 milioni del 2014.

Le regioni dove si è giocato di più nel 2015

La medaglia d’oro spetta alla Lombardia, seguita da Lazio e Campania che completano il podio italiano della raccolta nel 2015. Da sole queste tre regioni inglobano oltre il 40% dell’intero mercato. Salgono sul podio delle regioni “virtuose” la Basilicata (486 milioni di euro), il Molise (352 milioni di euro) e la Valle d’Aosta (132 milioni di euro), sotto il miliardo di euro di raccolta.

La seguente tabella fornita da Agimeg.it illustra la raccolta dei giochi 2015, al netto del gioco online che non è individuabile territorialmente, per regione in ordine alfabetico.

 

REGIONE                                             Raccolta di giochi 2015

ABRUZZO                                                            1.875

BASILICATA                                                          486

CALABRIA                                                            1.651

CAMPANIA                                                         6.821

EMILIA ROMAGNA                                          5.994

FRIULI VENEZIA GIULIA                                  1.348

LAZIO                                                                    7.611

LIGURIA                                                               1.880

LOMBARDIA                                                       14.065

MARCHE                                                              1.818

MOLISE                                                                   352

PIEMONTE                                                          5.060

PUGLIA                                                                4.074

SARDEGNA                                                         1.542

SICILIA                                                                  3.890

TOSCANA                                                            4.566

TRENTINO ALTO ADIGE                                  1.180

UMBRIA                                                               1.029

VALLE D’AOSTA                                                   132

VENETO                                                               5.850

 

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I nuovi proprietari di Codere

Il cambio di mano ai vertici di Codere si è verificato, in maniera repentina, durante il passato mese di aprile. Dopo l’aumento di capitale, l’accordo dei nuovi azionisti, comunicato attraverso i principali media internazionali, ha incluso una lunga lista di fondi che ammontavano al 76.59% del nuovo capitale della multinazionale spagnola del gioco. Mancava solo procedere alla sostituzione degli amministratori.

I loro nomi sono già stati resi noti. L’atto inviato a fine aprile alla Commissione Nazionale del Mercato dei Valori (CNMV ), comunicava che insieme a Jose Antonio Martinez Sampedro – che, d’ accordo con gli obbligazionisti, continuerà ad essere il presidente esecutivo -, faranno parte del Consiglio i responsabili del Silver Point Finance, Abrams Capital  e M&G, i tre investitori che hanno effettuato più azioni dopo l’aumento di capitale di 495 milioni di euro

Dei cinque nuovi amministratori, due, David Reganato e Timothy Lavelle, rappresenteranno il fondo Silver Point, con il 23.36% del nuovo capitale. Inoltre, farà parte del massimo organo di governo della nuova Codere l’uruguaiano Norman Sorensen-Valdez, CEO del gestore di fondi Principal, Matt Turner, vice presidente del Guardian Capital, e uno spagnolo, Manuel Martinez-Fidalgo. Quest’ultimo rappresenterà gli obbligazionisti che sono stati consultati per la nuova riorganizzazione di Codere dalla Houlihan Lokey, la società di consulenza nella quale Fidalgo ricopre la carica di Direttore Generale ed è  inoltre massimo responsabile della ristrutturazione aziendale in Spagna.

Oltre a Codere, negli ultimi anni la partecipazione di Martinez-Fidalgo nei processi di ristrutturazione finanziaria delle aziende spagnole è stato molto prolifica.

Eroski, Bodybell, Martinsa-Fadesa, Orizonia, Panrico o Service Point Solutions hanno saputo apprezzare da vicino le sue strategie di negoziazione volte alla ricerca di maggiori benefici per i creditori obbligazionisti. E’ stato inoltre presente come responsabile di Houlihan Lokey nella negoziazione che si è conclusa con un accordo per salvare Abengoa.

Martínez Sampedro sceglie Pío Cabanillas

Un’altra vecchia conoscenza che entrerà a far parte del consiglio di Codere è Pio Cabanillas, ex direttore generale della RTVE tra il 1998 e il 2000 e portavoce del governo sotto il presidente José María Aznar, tra il 2000 e il 2002.

Dopo le sue dimissioni è tornato all’impresa privata per essere, prima, CEO di Endesa e dopo CEO di Imagen Corporativa y Marketing en Acciona, ruolo che ricopre ancora oggi. Cabanillas è stato scelto da Martínez Sampedro per rappresentare Masampe – sua società patrimoniale di cui si occupa il vicepresidente di Codere – in sostituzione di Cristina Martínez Soria .

Trasmissione del patrimonio a Codere Newco

Il cambio del consiglio di amministrazione è stato preceduto dalla costituzione, lo scorso 22 aprile e dopo aver soddisfatto le relative condizioni sospensive, della Codere Newco, una società interamente controllata dalla multinazionale di gioco spagnola, alla quale è stato trasferito tutto il patrimonio.

L’arrivo dei rappresentanti di fondi ha comportato l’uscita dal consiglio di Ignacio Cases, Juan Junquera, Encarnación Martínez Sampedro, Eugenio Vela, Jose Ramon Romero e Juan José Zornoza.

Fine di un processo durato tre anni

Con tutte queste manovre si è posto fine ad un lungo processo di ristrutturazione che ha avuto inizio tre anni fa, quando i principali creditori di Codere ( Credit Suisse, Barclays, BBVA e Houston Casualty Company) avevano deciso di vendere una parte di debito con garanzia di pago preferenziale di 125 milioni di euro ai fondi opportunistici di Canyon Capital Finance e GSO Blackstone, temendo che Codere non potesse rimborsare il prestito entro il 15 giugno 2013, la data di scadenza iniziale.

Da allora, è stato un continuo tira e molla, fino a quando nel settembre 2014, gli obbligazionisti hanno strappato a Codere le basi di un accordo di rifinanziamento e la nuova distribuzione del capitale che ormai esiste già.

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Calvin Ayre, il magante dell’iGaming coinvolto nello scandalo Panama Papers

Il magnate del gambling online Calvin Edward Ayre, già ricercato dal governo degli Stati Uniti con l’accusa di riciclaggio di denaro e gioco d’azzardo online illegale, sarebbe implicato anche nella vicenda ‘Panama Papers’ per l’occultamento di patrimoni in Nuova Zelanda.

Calvin Ayre, di origine canadese, insieme a tre presunti collaboratori fu incriminato nel 2012 dal governo degli Stati Uniti per riciclaggio di denaro e gioco d’azzardo online illegale, dopo aver attivato il sito di scommesse sportive Bodog.com. Da allora continua a schivare le autorità spostandosi da un paradiso fiscale all’altro.

La NBC, in un ampio rapporto, ha spiegato che il magnate si serve di una rete di società offshore per spostare e nascondere i suoi beni, mentre è impegnato in continui viaggi dei quali pubblica spesso foto sui social network ostentando il suo eccentrico stile di vita. Sui social network, Ayre pubblica foto nelle quali compare circondato da donne e nelle quali ostenta la sua vita da nababbo. Attraverso un post su Facebook, ha descritto il report di notizie stilato dalla NBC come “un sacco di menzogne”.

Mentre le imprese offshore non sono considerate illegali in Nuova Zelanda, i documenti dell’inchiesta Panama Papers mostrano la complessità di un sistema globale di imprese offshore  usate per fare gli interessi dei cittadini stranieri.

Queste imprese vengono aperte all’estero per eludere le imposte che le aziende dovrebbero pagare nel paese dove risiedono e di solito sono difficilmente tracciabili. Le entità offshore legate a Calvine Ayre sarebbero state individuate in  Nuova Zelanda, nelle Isole Vergini Britanniche, nelle Isole Cayman e nel piccolo stato europeo del Liechtenstein.

La NBC ha riferito che i documenti dello studio legale panamense gestito da Mossack Fonseca, hanno mostrato le azioni di una società denominata Elegant Step Group Limited, co-fondata dalla sorella di Ayre e da un altro membro della famiglia Ayre, il cui alias corrisponderebbe a quello dell’imprenditore canadese.

Nel corso del tempo queste azioni sono passate a Incom Trustees Limited, che secondo la NBC, è di per sé un fiduciario di una società di fidejussioni della Nuova Zelanda chiamata Adaman Trust.

Le autorità ritengono che Ayre, che dovrebbe trovarsi ad Antigua secondo il suo ultimo post su Facebook, avrebbe usato una rete di entità offshore per nascondere centinaia di milioni di dollari di entrate ricavati dalle scommesse sportive e dal gioco d’azzardo online.

L”accusa sostiene che gli imputati del 2012, tutti cittadini canadesi, sono coinvolti nel gioco d’azzardo illegale dal 2005, e hanno trasferito  fondi su conti in Svizzera, Inghilterra, Malta e in Canada.

Secondo il report della NBC, Calvin Ayre, apparso una volta sulla copertina della rivista Forbes, (è stato il primo uomo d’affari dell’iGaming ad essere scelto per la prima pagina del noto giornale), è entrato nella scena del gioco nel 1990, quando già gli era stato proibito operare nella Borsa canadese per 20 anni, per via di alcuni reati nel trading di azioni. Secondo la NBC è stato, inoltre, implicato in una presunta operazione di contrabbando di marijuana.

Nel corso degli anni, le autorità statunitensi sono state più volte vicine all’arresto di Ayre.

Secondo un funzionario del tribunale che ha preso parte alle indagini, Ayre attraverso il suo avvocato, avrebbe cercato di patteggiare con i federali per sistemare la questione, nel frattempo, il governo del Canada ha comunicato agli USA che non lo avrebbe estradato.

Le autorità hanno ribadito di avere raccolto moltissime informazioni sulla complessa rete di società offshore utilizzate da Ayre e dei suoi collaboratori. Tuttavia, hanno confermato che non erano a conoscenza di un’altra società offshore che Ayre ha creato nel paradiso fiscale di Tortola nelle Isole Vergini Britanniche e controllata dal 2007 ai primi mesi del 2013.

La NBC sostiene che la società e altre informazioni divulgate dai Panama Papers potrebbe aiutarli a collegare altri punti tra Ayre e decine di altri potenziali partner da quando ha ampliato la sua attività di gioco d’azzardo, scommesse e presunta attività di riciclaggio nei Caraibi, Europa e Asia, e anche in una riserva indiana canadese a pochi passi dal confine degli Stati Uniti.

Excited friends gambling at craps table in casino

Cosa hanno in comune i casinò e i supermercati?

Le apparenze ingannano e anche se potrebbe sembrare il contrario, il progetto di un casinò non è molto diverso da quello di un supermercato. Lo spiegava Frank Lawrence “Lefty” Rosenthal, interpretato da Robert De Niro, nel film di Martin Scorsese del 1995 basato sulla vita dell’ ex dirigente degli stabilimenti di Las Vegas: “Si tratta di trascorrere in questi posti il maggior tempo possibile”.

In effetti, quanto più tempo si trascorre in questi luoghi di intrattenimento, tanto più aumenta la quantità di denaro spesa. Pertanto, un casinò rappresenta un luogo progettato fin nei minimi dettagli secondo modelli scientifici e psicologici.

Diverse strutture sono state modificate, oltre che con l’obiettivo di massimizzare il tempo ivi trascorso, di attirare sempre nuovi clienti. Sia il design complessivo dei locali sia la disposizione dei diversi elementi non sono casuali. Né alcune scelte stravaganti che sembrano tipiche di luoghi culto come Las Vegas o Macao. Anzi, non è la caratteristica del luogo in sé a ricordare l’aspetto dei casinò, ma è lecito chiedersi fino a che punto non è la natura della loro attività economica a rappresentare  l’idiosincrasia di queste città note come “templi” del gioco.

Ad esempio, probabilmente avete pensato più di una volta che i colori accesi tipici dei tappeti presenti nei casinò tradizionali sono il risultato delle influenze psichedeliche di qualche decoratore d’interni. Nulla è più lontano dalla realtà. I colori vivaci e sgargianti fanno parte di un ambiente calcolato, che contribuisce ad eccitare la mente del giocatore e per fargli perdere la nozione del tempo.

Lo stesso vale per la musica o altri modelli che si ripetono in tutto l’edificio, sia negli elementi decorativi che nella disposizione dei diversi giochi. Anche la posizione dei vari servizi segue una logica, siccome lungo i corridoi che vi portano al bagno, al bar o all’uscita, vi imbatterete sempre in qualcosa che alimenta la vostra curiosità e desiderio di continuare ad esplorare il locale.

L’ idea, come abbiamo spiegato, è quella di prolungare il più possibile la vostra permanenza nel posto. Per fare questo, si ricorre a strategie comuni anche nei supermercati, per esempio, un design che ritardi i vostri spostamenti nel locale.

La progettazione di questi centri di intrattenimento svolge un ruolo chiave per aumentare la soddisfazione e la fedeltà dei visitatori nel corso del tempo. Ma qualcosa di nuovo è stato rilevato negli ultimi tempi. Così, il tradizionale design labirintico dei casinò ha lasciato il posto ad un altro, sottoforma di palazzi e ambiente ‘spa’ dove i giocatori possono stare tranquilli e non si sentono in colpa nello spendere i loro soldi anche se hanno poche probabilità di vincita. Qualcosa di simile si è verificato con la musica, un settore nel quale i ritmi “accelerati” hanno ceduto il posto ad altri che motivano il cliente per farlo sentire a proprio agio e quindi rimanere più a lungo.

Sono stati aggiunti ulteriori ambienti, oltre alle sale dedicate al gioco d’azzardo, al fine di attirare un pubblico che va oltre il tradizionale con, ad esempio, aree per spettacoli, sale da pranzo, club, ecc.

In breve, capita che molte persone che non hanno mai investito un soldo in una slot machine, passano il loro tempo in questi locali. Tutto questo, naturalmente, senza trascurare i clienti abituali che dedicano ore ed ore al gioco d’azzardo.

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Gambling online: il 19% delle pagine web sono dannose

I siti web dedicati al gioco d’azzardo e alle scommesse sportive sono i più suscettibili a contenere un qualche tipo di malware: è quanto è emerso da un rapporto pubblicato di recente dal produttore di antivirus G DATA Software.

Lo studio si è proposto di analizzare le pagine web dannose che circolano in rete ed è emerso che il 19% delle pagine web dannose corrisponde alla categoria dei giochi d’azzardo e delle scommesse, che nel 2015 hanno generato un fatturato superiore ai 40.000 miliardi di dollari. Seguono i blog, con il 13%, e al terzo posto i siti relazionati alle tecnologie dell’informazione e delle telecomunicazioni, con l’11%, mentre il restante 10% presenta contenuti “sani”.

Le vittime di questi attacchi informatici non sono sempre fan dei giochi online, né gli assidui  frequentatori di queste pagine web, ma arrivano in queste attraverso banner dannosi massicciamente distribuiti dalla rete, anche attraverso note reti pubblicitarie. In questo modo i loro computer si infettano senza che se ne rendano conto (in gergo vengono chiamati attacchi drive-by).

La necessità di molti blog e siti di finanziarsi attraverso la pubblicità online o display, fa sì che offrano i loro spazi pubblicitari in varie reti e aste, ignorando e lasciando in mano ad altri la condivisione di questi spazi.

Alcune di queste reti distribuiscono una tale quantità di banner ogni giorno impossibile da sottoporre a controlli di sicurezza, convertendo così questi blog in  potenziali distributori di pubblicità dannosa.

In realtà nessuno è esente da questo rischio, dal momento che, come riportato da G DATA Software stesso, nel 2105 i siti web britannici di Yahoo, YouTube e eBay sono state vittime di questo tipo di pubblicità infetta.

Le pagine Web sono diventate veri e propri disseminatori di malware. Troppo spesso queste pagine sono create ad hoc per infettare i visitatori, come nei casi di phishing, o si tratta di siti web manipolati dai pirati informatici stessi in grado di infettare un computer in maniera completamente inosservata da parte della vittima, dando luogo ai noti attacchi drive-by.

Una volta nel sito web fraudolento, il “malware” incorporato in quella pagina comincia ad avviare una scansione del computer visitatore alla ricerca della vulnerabilità nel sistema operativo, browser o programmi installati. Se si scopre una vulnerabilità, invierà un “exploit” in grado di consentire l’ingresso di nuove “minacce” nell’interesse degli aggressori.