Gambling, il nuovo grande business

Mondo degli affari e del commercio. Attività economica estremamente proficua e redditizia. Settore riguardante prevalentemente l’ambito dell’impresa. Sono queste alcune delle più importanti definizioni del termine business. Più o meno tutti sappiamo che fare business significa, senza alcun dubbio, fare denaro.

In un mondo fortemente colpito dalla crisi economica, ci sono settori che hanno continuato a splendere, a crescere e a espandersi come se nulla fosse. Tra questi c’è sicuramente il gioco d’azzardo, comunemente chiamato anche gambling. Stiamo parlando di un ambito che rappresenta ormai una vera e propria pietra miliare del sistema della new economy internazionale. A dirlo sono i dati e le statistiche. E ormai, con la diffusione della tecnologia e dei devices, è possibile giocare anche con un semplice smartphone o tablet. Insomma, il tutto a portata di mano. O meglio, a portata di click.

 

Ma c’è anche purtroppo l’altra faccia della medaglia. Perché, quando girano e si muovono tanti quattrini, si sa, si muove anche la criminalità. Lo dimostra e lo testimonia quanto accaduto a Roma negli scorsi giorni. A spiegarlo perfettamente è Paola Binetti, deputata dell’Udc: “Il business dell’azzardo a Roma sembra essere in mano ai Casalesi. E questo con buona pace di chi sostiene ancora l’illusoria convinzione che il gioco legale potrebbe scacciare quello illegale. Abbiamo l’ennesima conferma che in realtà si tratta di un duplicato di iniziative, legali ed illegali, in buona sostanza criminali, ad esclusivo danno dei giocatori, assediati da offerte incalzanti di offerte di gioco illusorie. Per capire la strategia di penetrazione capillare che assedia con l’azzardo Roma Capitale, basta ripercorrere il litorale, lungo cui si distribuiscono le nove sedi recentemente identificate dalla GdF: Tor Marancia, Acilia, Dragona, Ostia antica, Giano, Fregene, Maccarese, Magliana, Guidonia…. È lo stretto spazio compreso tra l’Aurelia e l’Ostiense, popolarissimo d’estate, ma frequentatissimo anche d’inverno”. Parole molto dure e pesanti, ma che spiegano in maniera pressoché perfetta la realtà capitolina.

Ma la soluzione quale può essere? Difficile rispondere così su due piedi. Appare chiaro che l’amministrazione comunale, ma anche il nuovo governo appena insediato, dovrà dare delle risposte e cercare di riportare nel cerchio della legalità ciò che comunque è un hobby di milioni di italiani. E di questo non gliene si può fare certo una colpa.

Intanto, la prima mossa è arrivata dalla giunta regionale. Infatti, nella legge di Bilancio 2017, presentata dal governatore Nicola Zingaretti, è previsto uno stanziamento di 500 mila euro per il rifinanziamento degli sportelli no-slot presenti su tutto il territorio laziale. Un segnale importante e che va a toccare un altro tema delicato legato al business del gioco d’azzardo, ossia la ludopatia e il gioco d’azzardo patologico. Ma di cosa si tratta? Molto semplice. Essi non sono altro che di punti di ascolto e accoglienza rivolti alle vittime del gioco compulsivo. Viene offerto supporto a loro e ai familiari, indicando anche dove sono presenti le comunità di recupero e tutti i servizi socio-sanitari. Non basta, ma è comunque un punto importante da cui partire. D’altronde da qualcosa si dovrà pur iniziare.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *