Gioco pubblico, una filiera a rischio collasso, tra tasse e proibizionismo

Il gioco lecito, termine con cui si comprendono apparecchi da divertimento e da intrattenimento che prevedono vincite in denaro, è un organismo vero e proprio e molto complesso. Ci sono i gestori di sale dedicate al gioco lecito, seguiti da VLT e AWP, da aziende che gestiscono gli apparecchi e che poi passano a terzi. Chiudono il cerchio imprese della filiera, dai produttori ai manutentori, fino ad aziende al cui interno si trovano slot e vlt che contribuiscono ai risultati economici: un chiarissimo esempio sono i bar.

Data la mole complessa e variegata del settore, è difficile, quasi impossibile rilevare con certezza il numero di impiegati e addetti ai lavori del sistema e dunque si ricorre spesso a codici di attività caratterizzanti ogni relativo settore. Parliamo di codice ATECO 92, a questo proposito, per quel ramo della filiera che comprende attività riguardanti lotterie, scommesse e case da gioco. A questo fa seguito poi il codice ATECO nr 92.00.02 “Gestione di apparecchi che consentono vincite in denaro funzionanti a moneta o a gettone”. Per quel che riguarda il settore “Attività riguardanti le lotterie, le scommesse, le case da gioco”, al suo interno è possibile individuare tre sottocodici: 92.00.01 “Ricevitorie del Lotto, SuperEnalotto, Totocalcio etc”; 92.00.02 “Gestione di apparecchi che consentono vincite in denaro funzionanti a moneta o a gettone”; 92.00.0’ “Altre attività connesse con le lotterie e le scommesse”, tutte includenti gestioni di sale da gioco virtuali su internet, attività di bookmaker, scommesse e via dicendo.

Erano 6.997 sedi di imprese attive, per il settore Ateco, a settembre 2018: in esse 11,261 unità locali e 33.698 addetti di settore. Lombardia, Lazio, Veneto, Campania, Emilia Romagna e Toscana sono le prime sei regioni che rappresentano il 69%. Sono 56.000 le persone che ottengono lavoro dal sistema AWP-VLT, che produce un gettito di 6 miliardi annui, il 60% del totale sui 10 miliardi che incassa il settore. 6,1 miliardi verranno spesi per Pensione e Reddito di Cittadinanza, praticamente finanziati da AWP e VLT. Senza di esse, infatti, ogni famiglia italiana dovrebbe pagare 234 euro di tasse in più. Oggi, sul gioco, in Italia la tassazione è altissima, più che in tutta Europa, con un picco di ulteriore inasprimento previsto per l’anno in corso 2019, poiché che l’aliquota PREU sulle AWP ha toccato il 21,6%, con un prelievo del 67,5%. Il contributo di AWP-VLT al gettito è passato, in dieci anni, dal 30 al 60% del 2017, triplicando le entrate, da 2 a 6 miliardi. Per i progetti compresi nella Legge di Bilancio 2019, Pensione e Reddito di Cittadinanza, occorreranno 6,1 miliardi totali.

In dieci anni le AWP hanno aumentato la raccolta del 70%, creando un gettito del 133%, mentre le VLT, in sei anni, una crescita del 58% in termini di raccolta, con un gettito del 360%. Ma, a causa dell’inasprimento del PREU, se la raccolta è rimasta stabile sul +0,5%, mentre l’Erario ha aumentato il suo peso per 1/3 del totale, +35,47%. Il margine della filiera è crollato, riducendosi del -14,62%. Dal 2015 al 2021 si stima una crescita della fiscalità fino al 64,5%, con un ricavo che nel 2022 scenderebbe al 35,5%, un abisso in confronto al 52% del 2015. Oltre al PREU di 6 miliardi del 2018, è stato stimato l’apporto al gettito derivante dalla tassazione degli esercizi dedicati compresi i contributi ai dipendenti del settore assimilato. Al PREU va aggiunto un altro miliardo di euro (1.089 milioni) di entrate per l’amministrazione pubblica: un totale complessivo che supera i 7 miliardi di euro. Il tutto mentre sopravvive, stando alle stime della Guardia di Finanza, una filiera illegale di 20 miliardi di euro. Il peso del fisco, nei prossimi anni, aumenterà ancora: date le premesse nel solo 2019 si stima una possibile perdita occupazionale di 10.000 unità sulle 56.000 totali. Un settore sempre più a rischio collasso.

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