Le differenze e le analogie tra le scommesse sportive virtuali e tradizionali

L’Istituto di ricerche Doxa, specializzato in sondaggi d’opinione, ricerche di mercato e analisi statistiche, ha studiato differenze e similitudini tra le scommesse sportive “tradizionali” e quelle virtuali.

I due segmenti apparentemente simili, presentano in realtà caratteristiche molto distinte. L’analisi di Doxa sul settore del betting italiano e sui prodotti ad esso relazionati, ha confrontato questi due diversi segmenti che hanno in comune una stessa matrice, quella delle scommesse. Il termine “scommessa” viene definito come “quell’azione dall’esito incerto o con carattere di sfida che, se traslato al giocatore, riporta ad un gioco che in qualche modo o sfida l’avversario o sfida se stesso sfidando il gioco”.

Che ruolo ricopre questa “sfida” nel giocare alle scommesse virtuali piuttosto che alle scommesse sportive? Esistono altri i criteri che creano l’appeal dei due prodotti di gioco?

Attraverso la ricerca si è cercato di rispondere a questi interrogativi chiedendo ai players di assegnare degli aggettivi e delle caratteristiche ai due giochi: i risultati emersi forniscono una spiegazione sulle motivazioni che inducono a dedicarsi al gioco e perché si preferisce la scommessa virtuale piuttosto che quella sportiva.

Chi si dedica alle scommesse virtuali è fortemente fidelizzato al gioco per le seguenti motivazioni: natura aleatoria ed imprevedibile, connotazione fortemente ludica rappresentata dalla velocità di esecuzione, immediatezza dei risultati e basso investimento economico richiesto. Il virtual rappresenta perciò per il players un gioco di facile fruizione ed è proprio la sua immediatezza a determinare il forte appeal: non è la sfida a determinare la fidelizzazione.

Le occasioni di gioco sono costanti, appositamente dedicate al virtual, spesso solitarie e ricorrentemente legate ad attività del quotidiano (es: la pausa pranzo, il passaggio in sala all’uscita del lavoro, il caffè con l’amico) e consentono una pillola di adrenalina immediata e leggera nel qui e ora”.

I giocatori affermano che riescono a “divertirsi in maniera semplice e allo stesso tempo si può vincere qualcosa”, provando così la sensazione di poter coniugare il divertimento all’adrenalina della vincita. E’ proprio l’adrenalina, unita alla possibilità di provare suspense, il collante tra le scommesse virtuali e le scommesse fisiche. Con una differenza: il tempo dell’adrenalina delle scommesse fisiche è decisamente più prolungato rispetto al tempo ristretto delle virtuali. L’impiego del tempo nelle scommesse fisiche è più paziente ma anche più saccente, uno scommettitore sa che deve impegnarsi, informarsi e che il gioco stesso richiede una certa competenza, che “mostra” verso il giocatore virtuale come una marcia in più, e che gli piace mostrare anche all’interno dell’agenzia in cui gioca. Per questa ragione lo scommettitore non ama giocare in solitudine, caratteristica invece dello scommettitore virtuale, perché vuole ostentare a tutti la sua conoscenza alla quale è arrivato impiegando del tempo. E poi lo scommettitore sa di dover aspettare, il suo tempo di gioco è più dilatato perché ovviamente deve attendere il momento della partita reale.

Alla domanda “Ma cosa dunque consciamente o inconsciamente fa scattare la voglia di giocare”?, una larga parte del campione ha così risposto: “Quello che mi piace è il mettermi alla prova sfidando il gioco”, ed alla domanda “ma come sfidare il gioco? Lei scommette su partite reali, o su gare di cavalli, come può pensare di sfidare il gioco?” la risposta è stata la seguente: “perché se analizzo, leggo, mi informo, guardo le statistiche e seguo la preparazione atletica, metto in campo insomma tutto ciò che so, metto alla prova la mia preparazione e sfido non solo il gioco delle scommesse, ma proprio il gioco del calcio: più adrenalina di così”.

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