Nel primo semestre del 2017 segnalate 1075 operazioni sospette riferite agli operatori di gioco

1075 operazioni sospette riferite agli operatori di gioco. Claudio Clemente di Uif: “il settore dei giochi è a rischio riciclaggio nelle proprietà delle sale da gioco ma anche nella pratica del giocare”.

Secondo i dati raccolti dall’Uif (Unità Informazione Finanziaria per l’Italia) le segnalazioni di operazioni sospette da parte degli operatori di gioco, nel primo semestre del 2017, sono state 1.075.

Nel periodo considerato l’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia, ha ricevuto 49.239 segnalazioni di operazioni sospette.

Le segnalazioni riferite al gioco sono state 1.075, in calo rispetto alle 1.169 riferite allo stesso periodo del 2016. “La valutazione sovranazionale mette altresì in luce i rischi connessi con il gioco d’azzardo, con l’utilizzo di contante e beni quali oro, diamanti e opere d’arte, con meccanismi informali di trasferimento di valori (es. Hawala) e con la contraffazione di moneta”, riportano i Quaderni dell’Antiriciclaggio.

Inoltre “l’elenco dei soggetti tenuti al rispetto degli obblighi antiriciclaggio è stato ampliato; sono stati inclusi gli exchanger di valute virtuali – che saranno censiti in una sezione speciale del registro dei cambiavalute – e gli intermediari europei stabiliti senza succursale sul territorio nazionale. Disposizioni specifiche sono dettate poi per le reti di agenti e soggetti convenzionati di prestatori di servizi di pagamento e di Imel comunitari e in materia di punti di contatto centrali. Altre norme ad hoc riguardano i concessionari di gioco e le reti di distributori ed esercenti di cui essi si avvalgono“.

Claudio Clemente, direttore dell’Uif, durante il suo intervento al convegno “Antiriciclaggio: non si gioca con le regole”, ha sottolineato la necessità di stabilire regole uniformi sull’antiriciclaggio nell’Unione Europea. Ha specificato come il settore dei giochi è a rischio riciclaggio nelle proprietà delle sale da gioco ma anche nella pratica del giocare.

Il nostro sistema antiriciclaggio è uno dei migliori del mondo come è stato attestato da terzi. Purtroppo la diffusa illegalità presente nel nostro Paese ci pone in una posizione particolare. Il settore dei giochi è a rischio riciclaggio nelle proprietà delle sale da gioco ma anche nella pratica del giocare. Soggetti che possono comprare con denaro a basso costo hanno un vantaggio rispetto a chi deve farselo prestare da banche o quant’altro. Si pone un problema serio di valutare il rischio di riciclaggio a livello nazionale e sovranazionale. I soggetti coinvolti sono chiamati a definire il rischio e a controllare i soggetti posti sotto il loro controllo. Valutazione del rischio, conservazione dei dati, segnalazione delle operazioni sospette con comunicazioni oggettive sono gli elementi fondamentali della nuova direttiva“, ha affermato Clemente.

Identificare l’anomalia di operazioni sospette segnalandole alla Uif sono i passaggi fondamentali. Le comunicazioni oggettive servono per alleggerire il peso burocratico delle attività. La normativa è in continua evoluzione e in commissione Ue c’è già al vaglio la quinta direttiva antiriciclaggio. Il comparto dei giochi è considerato ad alto rischio ed elevata vulnerabilità e di conseguenza la quarta direttiva ha dato enfasi proprio a tale comparto imponendo gli obblighi di antiriciclaggio anche ad altri soggetti diversi dalle case da gioco“.

Occorrono regole e modalità di applicazione uniformi a livello Ue dell’antiriciclaggio. Vi sono Stati che importano capitali illeciti e quindi criminalità, perché non hanno normative antiriciclaggio adeguate. Le disposizioni del titolo quarto mettono il concessionario di fronte a responsabilità e obblighi precisi, dandogli un forte potere di intervento. L’Adm poi ha contatti diretti con Uif e questi sono stati rafforzati. Dal 2014 abbiamo iniziato attività di ispezione nel settore del gioco, individuando casistiche principali sul riciclaggio per dare informazioni precise e porre in essere azioni mirate. Le segnalazioni di operazioni sospette dal 2007 al 2016 sono aumentate di quasi otto volte e questo significa che la collaborazione è fondamentale. Stanno aumentando i presidi presso gli operatori del gioco legale che pongono una attenzione sempre più alta ai rischi riciclaggio. Occorre sicuramente limitare la concorrenza scorretta degli operatori illegali e avere una normativa più omogenea“, ha concluso.

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