Spagna, il seminario “L’industria del gioco e il mondo dello sport”

Il presidente del Consiglio Superiore dello Sport (CSD) e il Segretario di Stato per lo Sport della Spagna, José Ramón Lete, ha spiegato durante il seminario “L’industria del gioco e il mondo dello sport” che “l’industria del gioco è importantissima” e che “è sempre stata legata al mondo sport”.

Lete ha sottolineato inoltre che “il 75% della popolazione spagnola, ossia, tre su quattro spagnoli, si è avvicinata almeno una volta, al gioco e che l’età media di chi si affaccia al mondo del gioco d’azzardo è 23 anni”.

Durante il suo intervento ha evidenziato la crescita di questo settore nel 2016, anno in cui è stato registrato un incremento del 20% rispetto al 2015 che ha portato ad un fatturato totale di 640 milioni di euro. Il CSD prevede che questa cifra aumenterà di anno in anno. “L’industria del gioco è un settore importantissimo” ha dichiarato.

Lete ha aggiunto che lo sport e il gioco d’azzardo sono storicamente relazionati e non devono avere “una connotazione negativa”. Ha inoltre sottolineato che “i valori positivi dello sport non possono essere minacciati da partite truccate. Siamo molto preoccupati per questo, lavoriamo in linea con la Dirección General de la Ordenación del Juego perché crediamo in un gioco sicuro e responsabile che tutela  il consumatore”.


Per quanto riguarda le irregolarità nel settore delle scommesse, ha affermato che “il crimine non può sfuggire ad un settore in grado di fornire grandi benefici” e che le principali minacce nel mondo dello sport sono “il doping, la violenza e le partite truccate”.

Da parte sua, il direttore della Dirección General de Ordenación del Juego (DGOJ), Juan Espinosa, ha parlato delle partite truccate e ha spiegato quali sono le azioni messe in atto per contrastare il fenomeno. “Nella lotta contro le partite truccate interveniamo da un punto di vista amministrativo, sportivo e disciplinare“. A questo proposito, ha spiegato che esistono due mercati relazionati col gioco d’azzardo e le scommesse. Da un lato c’è il mercato regolamentato, sottoposto alla concessione di licenze per poter operare e dall’altra il mercato illegale “che offre la possibilità di scommettere senza licenza in Spagna”.

Per quanto riguarda le partite truccate il funzionario della DGOJ ha spiegato che esistono attività di due tipologie. Una ad opera delle mafie internazionali e che si serve del mercato illegale come mezzo per gli atti illeciti, e l’altra ad opera delle mafie locali che agiscono attraverso il mercato regolamentato.

E’ importante la consapevolezza e la diffusione delle conseguenze che potrebbero derivare  dal realizzare scommesse al di fuori del mercato regolamentato. Per questo dobbiamo collaborare con le Forze di Sicurezza dello Stato, scambiandoci informazioni, e anche con gli operatori di gioco e delle organizzazioni sportive, perseguendo così qualsiasi tipo di comportamento illegale“, ha affermato Espinosa.

Per Tomás Domínguez, membro del Dipartimento di Analisi Criminale della Guardia Civile “lo sport è un business importante che attualmente muove più soldi di qualche decennio fa e ci sono persone che vogliono trarre profitto da questo settore. Pertanto, la cooperazione tra le forze di sicurezza dello Stato e le diverse associazioni sportive è imprescindibile”.

Per quanto riguarda le partite truccate anche nelle categorie più basse del calcio spagnolo, Jesús Alberto Fuentes, capo della sezione sezione Control de Juegos de Azar de la Policía Nacional, ha affermato che le organizzazioni criminali approfittano dei bassi salari dei giocatori e sono alla ricerca di business in questo modo.

Durante la conferenza tenutasi presso la sede del CSD, la Federación Española de Fútbol (RFEF), la Asociación de Futbolistas Españoles (AFE) e la Policía Nacional, si sono impegnate a firmare un accordo volto al contrasto delle frodi e delle partite truccate

Si tratta di un accordo simile a quello stipulato con LaLiga e riteniamo che in un futuro molto prossimo sarà siglato, ma ciò non significa che nel frattempo non collaboreremo scambiandoci informazioni”, ha spiegato il funzionario di polizia, riferendosi all’accordo firmato tra la Policía Nacional y LaLiga nel 2015 e rinnovato pochi mesi fa.

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