Unione Europea: gli stati membri sono liberi di legiferare in materia di gioco e pubblicità

L’eurodeputato Jørn Dohrmann (Ecr) ha presentato tempo fa in Commissione UE, un’interrogazione sulle campagne pubblicitarie di gioco in Danimarca, commissionate dalla Danske Spil, unico operatore per il settore lotterie, in cui lo stato danese possiede una quota di maggioranza.

Dohrmann chiedeva nello specifico se la Commissione è al corrente delle problematiche relazionate alla pubblicità e al gioco d’azzardo; se concorda che le pubblicità per il gioco d’azzardo possono determinare un aumento del numero di giocatori patologici; se intende presentare una proposta volta a limitare il diritto di pubblicizzare tutti gli operatori di gioco pubblico e privato sul mercato interno, naturalmente tenendo in considerazione la sovranità nazionale dei singoli paesi.

All’interrogazione del parlamentare europeo ha risposto il Commissario al Mercato Interno, Elzbieta Bieńkowska, la quale ha sottolineato che “non esiste una normativa sul gioco d’azzardo dell’Ue specifica per settore”. Inoltre, ha continuato Bieńkowska, “gli Stati membri sono liberi di regolamentare le loro attività di gioco d’azzardo fino a che sono in linea con le norme sul mercato interno stabilite dal trattato e interpretate dalla Corte di giustizia dell’Ue“.

Ogni stato membro può quindi definire il livello appropriato al fine di limitare e controllare la pubblicità dei servizi di gioco d’azzardo e raggiungere gli obiettivi di politica pubblica di tutela dei consumatori e prevenzione della dipendenza dal gioco e del gioco d’azzardo problematico.

Nella sua raccomandazione sui principi per la protezione dei consumatori e dei giocatori online e per la prevenzione dei minori dal gioco d’azzardo, la Commissione ha invitato gli stati membri a dotarsi di specifiche misure in materia di pubblicità dei servizi di gioco d’azzardo online, assicurandosi, ad esempio, che includa informazioni sull’identità del fornitore di servizi di gioco e, garantendo che la pubblicità sul gioco d’azzardo contenga almeno informazioni sui rischi e che non colpisca i giocatori vulnerabili. Inoltre, la direttiva 2005/29 / Ce si applica alle pratiche commerciali sleali che incidono negativamente sui consumatori. Ciò può includere alcune forme di pubblicità dei servizi di gioco d’azzardo online”, ha concluso il Commissario.

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